La tassa di 3 euro alla tonnCO2eq: come inserirla in fattura? Con IVA o senz'IVA?
Come gestire la fatturazione della tassa europea applicata dai detentori di Quote lungo la filiera se si vende refrigerante
17 gennaio 2026
Come comunicato dalle imprese che distribuiscono refrigerante, dallo scorso 1mo gennaio 2026 abbiamo stappato le bollicine (gas!) della tassa Europea sui refrigeranti HFC. Ne parlammo in un post (LINK) lo scorso novembre, ma ora è tempo di operatività.
Il contributo di 3 €/ton CO2 eq – ai sensi dell'art. 17 comma 5 del nuovo Regolamento FGAS - non è una "tassa" riscossa dallo Stato italiano, ma un onere economico pagato a monte (dai detentori delle quote alla Commissione UE) che entra a far parte del prezzo di acquisto del refrigerante per l'installatore ed il distributore.
Quando l'installatore riaddebita questo costo al cliente finale, esso andrà a costituire un elemento del corrispettivo per la vendita del bene (il refrigerante). Di conseguenza, va assoggettato ad IVA (solitamente al 22%).
Nei fatti non si tratta di una "partita di giro" o di un'esclusione IVA (come le tasse di concessione governativa), ma di un maggior costo industriale che l'installatore trasferisce lungo la filiera.
Il riaddebito del contributo concorre alla formazione dei ricavi d'impresa.
Per spiegare l'aumento, molti esporranno il contributo separatamente in fattura, ovvero potrà essere incluso nel prezzo del refrigerante. Ma comunque l'intero importo (costo del gas + contributo) viene conteggiato come ricavo.
Poiché l'impresa avrà già pagato questo contributo al proprio fornitore (come costo), il riaddebito al cliente compensa tale uscita. Pertanto, il contributo è "neutro" ai fini del reddito netto, purché l'importo riaddebitato corrisponda a quello effettivamente sostenuto.
Si hanno due modi per gestire la voce in fattura:
- Inclusione nel prezzo unitario: È la modalità più semplice. Il prezzo del gas al kg viene aumentato per includere il contributo (es. se il gas costa 20€/kg e il contributo è 2€/kg, si fattura il gas a 22€/kg).
- Voce separata (Trasparenza): Si può inserire una riga specifica in fattura, ad esempio (vedi immagine): "Riaddebito contributo ambientale Reg. UE 2024/573". Questo metodo è preferibile per dimostrare che l'aumento non deriva da un incremento del margine del manutentore ma da un obbligo normativo.
Sta di fatto che nell'uno e nell'altro caso entra nel fatturato e nei costi deducibili.
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La Redazione