Refrigeranti A2L: una nuova ISO per misurare quanto velocemente bruciano
Pubblicata la ISO 24499:2026: si consolida il metodo di misura della burning velocity (velocità di combustione) alla base della classificazione dei refrigeranti a bassa infiammabilità
26 settembre 2026
C'è una nuova norma nel panorama tecnico dei refrigeranti infiammabili. È la ISO 24499:2026, dedicata alla determinazione sperimentale della burning velocity (velocità di combustione) dei refrigeranti caratterizzati da una bassa velocità di propagazione della fiamma. Abbiamo avuto notizia grazie al collega Alfredo Oliveira, presidente di ASHRAE Portogallo, che ringraziamo per la segnalazione.
La nuova edizione sostituisce la ISO/PAS 24499:2024 e segna un passaggio significativo: quello che nel 2024 era ancora una Publicly Available Specification (Specifica Disponibile Pubblicamente) diventa oggi una vera e propria International Standard (Norma Internazionale), attraverso una revisione tecnica e il consolidamento del metodo di prova.
Per il tecnico della refrigerazione la domanda viene quasi spontanea: cosa cambia nell'utilizzo quotidiano di R32, R1234yf, R1234ze(E) e degli altri refrigeranti A2L?
Nell'immediato, poco. Ma la nuova norma interviene molto più a monte, proprio su uno dei parametri che permettono di stabilire cosa significhi realmente appartenere alla classe A2L.
Dietro la “L” degli A2L
La classificazione di sicurezza dei refrigeranti è definita dalla ISO 817:2024, che combina la classe di tossicità, A o B, con quella relativa all'infiammabilità: 1, 2L, 2 o 3.
È quindi la ISO 817 a dir
ci se un refrigerante appartiene alla classe A1, A2L, A2 oppure A3. Ma per farlo deve disporre di proprietà fisiche misurate attraverso metodologie definite e riproducibili.
Una di queste è proprio la burning velocity (velocità di combustione), cioè la velocità con cui il fronte di fiamma si propaga attraverso la miscela combustibile. Per la classe 2L, la ISO 817 utilizza una soglia di burning velocity pari a 10 cm/s, nelle condizioni previste dalla classificazione.
È proprio quella “L”, che richiama il concetto di lower burning velocity (bassa velocità di combustione), a caratterizzare questa particolare sottoclasse dei refrigeranti infiammabili.
L'espressione ormai diffusissima “blandamente infiammabile” acquista così un significato meno generico. Non significa che il refrigerante “bruci poco” e certamente non significa che sia “quasi non infiammabile”. Significa che il suo comportamento all'infiammabilità soddisfa precisi criteri di classificazione, tra i quali assume particolare rilevanza una velocità di combustione limitata.
Ed è esattamente questa grandezza che la nuova ISO 24499 consente di misurare in maniera standardizzata. Se diamo un'occhiata alle immagini della combustione del R-1234yf che abbiamo riportato anche in questo articolo, ci rendiamo conto di questo in modo più chiaro ed evidente.
Cosa cambia con l'edizione 2026
La ISO 24499:2026 non stravolge il principio di prova introdotto dalla PAS del 2024. Lo consolida e ne migliora diversi aspetti sperimentali.
La nuova edizione formalizza inoltre la definizione di blend (miscela), inteso come miscela costituita da due o più refrigeranti. Il riferimento è particolarmente significativo per gli A2L moderni, molti dei quali sono miscele: la burning velocity (velocità di combustione) deve quindi caratterizzare il comportamento della miscela refrigerante nelle condizioni di prova, e non essere semplicemente ricondotta alle proprietà dei singoli componenti.
Viene rafforzato il controllo della concentrazione effettivamente presente nel tubo di prova, anziché affidarsi esclusivamente alla composizione teoricamente preparata. Sono inoltre precisati alcuni aspetti relativi alle caratteristiche ottiche del tubo e alla determinazione della superficie del fronte di fiamma.
Viene inoltre richiamata maggiore attenzione agli effetti di quenching (estinzione della fiamma per sottrazione di calore), fenomeno che può interferire con l'osservazione e quindi con la corretta determinazione della propagazione della fiamma.
Anche la sicurezza della prova viene rafforzata, compresa l'attenzione ai rischi derivanti dai prodotti di decomposizione dei refrigeranti fluorurati e, in particolare, alla possibile formazione di HF – Hydrogen Fluoride (fluoruro di idrogeno).
Un altro aspetto interessante riguarda le velocità estremamente basse. Il metodo riconosce infatti i propri limiti di accuratezza nella regione inferiore, evitando di attribuire una precisione artificiale a valori molto piccoli di burning velocity (velocità di combustione).
È un aspetto tutt'altro che marginale quando proprio la misura di velocità di combustione molto basse costituisce l'oggetto della prova.
Dalla ISO 24499 alla ISO 817
Per comprendere l'importanza della nuova norma è utile considerare la posizione che occupa nella catena normativa.
La ISO 24499 misura una proprietà del refrigerante; la ISO 817 utilizza quella proprietà per contribuire a determinarne la classificazione di sicurezza.
A valle troviamo invece le norme con le quali il settore RACHP – Refrigeration, Air Conditioning and Heat Pumps (Refrigerazione, Condizionamento dell'Aria e Pompe di Calore) ha maggiore familiarità: la famiglia EN 378, la ISO 5149 e le norme verticali di prodotto, come la IEC/EN 60335-2-40 per pompe di calore e climatizzatori e la IEC/EN 60335-2-89 per numerose apparecchiature di refrigerazione commerciale.
Sono queste ultime a trasformare le caratteristiche e la classificazione del refrigerante in prescrizioni applicative per macchine e installazioni.
La ISO 24499:2026, quindi, non introduce una nuova formula per dimensionare la ventilazione di emergenza, non modifica direttamente una zona ATEX e non cambia autonomamente le quantità di refrigerante ammesse in un locale.
Possiamo rappresentare la sequenza in maniera molto semplice:
misura delle proprietà del refrigerante → ISO 24499 → classificazione ISO 817 → EN 378 e norme verticali di prodotto → macchina e installazione.
È importante chiarirlo perché l'arrivo di una nuova norma dedicata agli A2L non significa automaticamente l'introduzione di nuovi obblighi per chi installa o mantiene un impianto.
Una nuova norma che fotografa l'evoluzione del settore
La pubblicazione della ISO 24499:2026 arriva però in un momento particolarmente significativo.
La progressiva riduzione dell'impiego dei refrigeranti ad alto GWP sta portando sul mercato europeo un numero crescente di refrigeranti A2L e A3. La caratterizzazione accurata dell'infiammabilità non è quindi più un tema confinato ai laboratori dei produttori di refrigeranti: costituisce uno dei presupposti tecnici sui quali si sta costruendo la nuova generazione di apparecchiature RACHP.
Per installatori e manutentori non sarà necessario imparare a misurare una burning velocity (velocità di combustione). Sarà però sempre più importante comprendere che cosa rappresentano le classificazioni riportate sulla macchina e nella documentazione tecnica.
La nuova ISO 24499:2026 rafforza proprio questo processo: rende più robusta e riproducibile la misura di una delle proprietà che stanno dietro alla classificazione 2L.
Perché gli A2L sono sì refrigeranti infiammabili, ma non tutti i refrigeranti infiammabili si comportano allo stesso modo.
E quella piccola “L”, nel nuovo scenario della refrigerazione, conta sempre di più.
La Redazione