CE una volta, sicura per sempre?
Un richiamo francese per rischio incendio mostra perché istruzioni, manutenzione e controllo del degrado sono parte integrante della sicurezza delle apparecchiature RACHP.
09 settembre 2026
Lo scorso 1° settembre, la piattaforma ufficiale francese RappelConso ha pubblicato il richiamo volontario di alcuni distributori professionali refrigerati di vino al bicchiere La Sommelière, modelli DVV4, DVV6, DVV6SS e DVV8.
Il motivo merita attenzione anche fuori dal mondo delle piccole apparecchiature professionali: RappelConso ha segnalato rischi di surriscaldamento, sviluppo di fumo e combustione della scheda elettronica, in particolare in presenza di un «défaut d'entretien après plusieurs années d'utilisation». Il rischio indicato è incendio. Gli apparecchi interessati sono stati commercializzati tra il 2018 e il 2023.
Il caso è piccolo. La lezione no.
Un'apparecchiatura frigorifera moderna non è soltanto compressore, condensatore, evaporatore e refrigerante. È sempre più anche elettronica di potenza e controllo: schede, inverter, alimentatori, relè, morsettiere, ventilatori, sensori e sistemi di comunicazione che lavorano per migliaia di ore.
Dopo anni di servizio le condizioni originarie possono cambiare: polvere e contaminanti si accumulano, le vie di ventilazione si ostruiscono, una ventola perde prestazioni, un morsetto può allentarsi, i componenti elettronici invecchiano. E una temperatura interna originariamente accettabile può non esserlo più.
Qui sta il punto interessante per il RACHP.
La marcatura CE non è una garanzia perpetua
La marcatura CE riguarda la conformità del prodotto al momento della sua immissione sul mercato o messa in servizio, secondo la legislazione europea applicabile. Non significa che una macchina rimanga automaticamente sicura per dieci o vent'anni, indipendentemente da come viene installata, utilizzata, modificata e soprattutto manutenuta.
La catena reale è piuttosto:
conformità iniziale → installazione → uso → manutenzione → controllo del degrado → sicurezza nel tempo.
E non tutte queste fasi appartengono allo stesso soggetto.
Il fabbricante deve definire condizioni d'impiego, istruzioni e manutenzioni rilevanti per la sicurezza.
Il manutentore deve eseguirle correttamente e, soprattutto, segnalare condizioni anomale o di degrado.
L'utilizzatore professionale deve organizzare la manutenzione e assicurare che l'attrezzatura conservi nel tempo condizioni adeguate di sicurezza.
Per le attrezzature di lavoro italiane questo principio trova un riferimento molto concreto anche nell'art. 71 del D.Lgs. 81/2008.
Dal “fare freddo” al mantenere sicura una macchina
Forse è questa la lezione più utile del richiamo francese.
Nel RACHP siamo abituati a controllare carica, pressioni, temperature, perdite e scambiatori.
Ma sulle macchine moderne dovremo sempre più chiederci anche:
in che condizioni sono quadro, elettronica, ventilazione, connessioni e componenti dopo cinque, dieci o quindici anni?
Perché la manutenzione non serve soltanto a conservare efficienza e prestazioni.
In molti casi è una delle condizioni attraverso cui viene conservata nel tempo la sicurezza progettata.
CE una volta. Sicura per sempre?
Solo se il ciclo di vita della macchina viene gestito.
La Redazione
Fonte: RappelConso – Distributeur de vin au verre La Sommelière