Climatizzazione ad alta quota: la svolta (parziale) in Francia e il nodo della sicurezza in Italia
Tra spinta europea all'F-Gas e sicurezza antincendio: cosa cambia dopo la svolta di Parigi e quali limiti bloccano ancora l'R290 nei piani alti in Italia.
24 luglio 2026
Cade un tabù storico nel mercato della climatizzazione d'oltralpe. Con una mossa attesa da tempo, la Francia ha eliminato il divieto assoluto di installare apparecchiature contenenti refrigeranti infiammabili all'interno dei grattacieli, introducendo una deroga specifica per i sistemi con carica inferiore a 300 grammi.
Una decisione che accelera la transizione ecologica imposta dall'Europa, ma che riapre inevitabilmente il dibattito in Italia, dove i limiti della normativa antincendio nazionale legati all'altezza degli edifici continuano a rappresentare un muro invalicabile per i fluidi di classe A3, sollevando importanti interrogativi sulla responsabilità degli installatori.
La svolta transalpina nei grattacieli (IGH)
Fino ad oggi, la normativa antincendio francese per gli Immeubles de Grande Hauteur (IGH - Edifici di Grande Altezza) applicava una barriera burocratica drastica: il divieto totale per i fluidi infiammabili nei sistemi di refrigerazione interni. Questo bloccava di fatto l'adozione dei nuovi climatizzatori compatti a refrigerante naturale nei grandi complessi verticali.
La svolta è arrivata con l’Arrêté du 13 juillet 2026 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale francese il 17 luglio 2026, identificativo Legifrance JORFTEXT000054435591). Questo decreto modifica l'articolo GH 37 del storico regolamento di sicurezza antincendio del 2011, introducendo un'eccezione fondamentale: è ora consentito installare negli IGH sistemi termodinamici provvisti di marcatura CE, ermeticamente sigillati, che utilizzano refrigeranti infiammabili di classe A3 (come l’R290), a patto che la carica di gas sia inferiore a 300 grammi per singola unità.
Il commento degli specialisti francesi: allineamento forzato all'F-Gas
Le riviste di settore e i commentatori tecnici francesi (come L'Officiel des Métiers e la piattaforma di analisi legale JuriPulse) hanno definito il provvedimento una "piccola rivoluzione". Gli specialisti sottolineano come questa mossa sia stata un atto dovuto per garantire l’allineamento con gli obiettivi del Regolamento europeo F-Gas, che impone un drastico phase-down dei refrigeranti ad alto GWP.
Senza questa deroga per le micro-cariche inferiori ai 300g, sarebbe stato tecnicamente impossibile riqualificare gli impianti degli edifici più alti delle metropoli francesi utilizzando le tecnologie di ultima generazione. Tuttavia, gli esperti ricordano che il via libera non è un "far west": l'ermeticità assoluta del circuito (monoblocchi o sistemi sigillati in fabbrica) e il rispetto dei requisiti di installazione restano paletti invalicabili per scongiurare rischi di sacche di gas in caso di perdite.
E in Italia? Il "muro" dei 20 metri e il DM 12 aprile 2019
Mentre la Francia deroga per i grattacieli, in Italia il quadro normativo per gli edifici civili rimane estremamente rigido, governato da decreti che pongono vincoli severi proprio in base all'altezza dell'edificio.
Il riferimento cardine per il nostro settore è il Decreto Ministeriale 12 aprile 2019 (Modifiche al decreto 3 agosto 2015, ovvero il Codice di Prevenzione Incendi), che detta le regole per gli impianti di climatizzazione inseriti nelle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. A questo si affiancano le singole Regole Tecniche Verticali (RTV) per le specifiche destinazioni d'uso, come il D.M. 19 maggio 2022 (RTV 14) per gli edifici di civile abitazione con altezza antincendio superiore a 24 metri.
Il combinato disposto di queste norme prevede che:
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Sopra i 20 metri di altezza antincendio (ma spesso già sopra i 12 metri per strutture sensibili come uffici, hotel o ospedali), i locali tecnici e le installazioni centralizzate debbano seguire prescrizioni rigidissime.
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L'impiego di refrigeranti altamente infiammabili di classe A3 (come l'R290) è sostanzialmente vietato all'interno delle volumetrie abitative o occupate, se non integrato in circuiti idronici confinati all'esterno (es. pompe di calore monoblocco da balcone/tetto).
Questo crea un forte disallineamento sul mercato: i produttori europei spingono macchine monoblocco o split pre-caricati a R290 basandosi sulla soglia psicologica dei 300g, ma l'installatore italiano rischia gravi sanzioni penali (ai sensi del d.lgs. 758/94) e la non-conformità dell'impianto se posiziona queste macchine all'interno di appartamenti o uffici situati nei piani alti di condomini soggetti a controllo.
Il caso Qlima e i rischi delle "piccole cariche"
A dimostrazione del fatto che la soglia dei 300 grammi di propano non sia un dettaglio trascurabile, il mercato europeo è stato recentemente scosso dal caso del richiamo di sicurezza dei climatizzatori monoblocco Qlima (serie WDH).
Queste unità contengono una carica di circa 290 grammi di R290 (quindi perfettamente sotto la soglia dei 300g prevista dalle nuove deroghe francesi). Il richiamo ufficiale è scattato a causa di un potenziale rischio di incendio o esplosione: in caso di perdita nel circuito refrigerante, se l'unità viene installata a un'altezza inferiore a 1,8 metri da terra, il propano (essendo più pesante dell'aria) tende a stratificare verso il basso, potendo generare un'atmosfera esplosiva in prossimità di potenziali fonti di innesco.
Questo episodio evidenzia due lezioni fondamentali per i professionisti di CSIM:
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La quantità non è tutto: Anche meno di 300g di un gas altamente infiammabile come l'R290 richiedono il rispetto tassativo delle quote di installazione e delle volumetrie minime dei locali.
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La responsabilità dell'installatore: Verificare dove e come viene posizionata la macchina, incrociando i dati del produttore con le leggi nazionali, è l'unico scudo contro i rischi civili e penali.
Conclusioni
La spinta verde dell'Europa non deve far passare in secondo piano le regole di sicurezza nazionali.
Il caso francese dimostra che le norme antincendio possono evolversi per fare spazio alla chimica dei refrigeranti naturali, ma l'allarme generato dal richiamo delle apparecchiature Qlima ci ricorda che con i fluidi A3 il livello di attenzione deve rimanere massimo. Prima di proporre o installare una soluzione a R290 nei piani alti di un edificio, verificate sempre l'altezza antincendio della struttura, i vincoli del DM 12 aprile 2019 e i limiti volumetrici dei locali.
La Redazione