NON E’ TUTTO RAME QUEL CHE LUCCICA!
Non basta che sia R744: i difetti di brasatura e le carenze nei giunti ad alta pressione che mettono a rischio la sicurezza e la tenuta dei circuiti di refrigerazione commerciale.
10 luglio 2026
“Che belle queste tubazione per CO2!”. Questa potrebbe essere l’espressione di un neofita del settore di fronte ad una tubazione in rame K65 destinata a contenere R744 transcritico ad oltre 100 bar, estasiato dalla pressione e dal fluido in questione. Ma….
Ad una semplice valutazione visiva di un esperto, i giunti presenti mostrano caratteristiche critiche che indicano un fallimento possibile dei criteri di accettazione visiva della EN 13585, oltre a pratiche di brasatura palesemente carenti per applicazioni K65/R744!
I problemi principali riguardano l'assenza di deposito di materiale d'apporto, l'eccessivo riscaldamento del metallo base e l'uso improprio di raccordi standard su tubazioni non calibrate.
Partiamo dal giunto in primo piano: una transizione tra due DN.
Questo giunto è particolarmente problematico a causa della differenza di diametro nominale tra i tubi brasati.
Ai sensi di un’analisi Qualitativa di Conformità Visiva (NVI) - un'ispezione visiva non distruttiva (condotta da personale qualificato secondo UNI-EN-ISO 9712:2022), che non può garantire la piena conformità alla norma EN 13585 (la quale richiede la verifica della penetrazione capillare interna tramite prove distruttive o radiografiche su campioni della stessa WPS) - l'analisi dell'aspetto superficiale permette di evidenziare alcuni indicatori critici di qualità del processo di brasatura:
1. Morfologia del Giunto e Bagnabilità
- Distribuzione del materiale d'apporto: In corrispondenza delle giunzioni, in particolare nei punti di transizione e accoppiamento, si nota una distribuzione non uniforme del materiale d'apporto. Un giunto conforme secondo i criteri qualitativi della EN 13585 dovrebbe presentare un filetto di brasatura continuo, liscio e con un angolo di bagnatura regolare lungo l'intera circonferenza.
- Irregolarità superficiali: In alcuni punti la superficie della brasatura appare discontinua o con accumuli irregolari. Questo aspetto visivo può essere sintomo di una temperatura di brasatura non omogenea o di un accoppiamento geometrico (meccanico) tra i tubi che non ha favorito una capillarità ideale e costante.
2. Stato Termico e Metallurgico del Metallo Base (Lega K65)
- Indicatori di surriscaldamento: Le zone termicamente alterate (ZTA) adiacenti ai giunti mostrano una forte decolorazione e una transizione cromatica netta (fino a tonalità scure/nere dovute a ossidazione spessa). Per le leghe di rame-ferro ad alta pressione come il K65, un apporto termico eccessivo o prolungato durante la brasatura è un fattore critico: può alterare la struttura metallurgica locale (es. ingrossamento del grano o fragilità a caldo), riducendo la resistenza meccanica del tubo proprio nei punti più sollecitati dalle alte pressioni del ciclo transcritico.
3. Pulizia e Pratiche di Processo
- Residui di lavorazione: È evidente la presenza di ossidi superficiali non rimossi dopo la brasatura. I criteri di accettazione ( UNI EN ISO 12799 & EN ISO 18279) per la conformità secondo UNI-EN-ISO 13585 prevedono che l'esame visivo avvenga su superfici pulite ed adeguatamente preparate, poiché le scorie possono mascherare porosità superficiali, fessurazioni o mancanze di legame.
- Protezione interna: L'estesa ossidazione esterna fa presumere che potrebbe non essere stato utilizzato (o non in modo sufficiente) un flusso continuo di gas inerte interno (es. azoto o formgas) durante la saldatura, pratica invece fondamentale per evitare la formazione di "scaglie" di ossido all'interno del circuito idraulico della CO₂.
Considerazioni Applicative e Raccomandazioni
Trattandosi di linee fondamentali nel circuito (collegamento scarico compressore / gas cooler), questi giunti operano nelle condizioni più gravose dell'intero impianto: temperature di scarico elevate e pressioni che, nelle fasi di funzionamento transcritico o di stasi, possono superare i 120-130 bar, unite alle vibrazioni meccaniche indotte dai compressori.
In un'ottica di gestione del rischio e controllo qualità, si raccomanda (ed è prescritto) di:
- Effettuare Controlli Non Distruttivi (CND) approfonditi: Poiché l'aspetto visivo esterno evidenzia anomalie di processo (surriscaldamento e capillarità incerta), è opportuno eseguire controlli con Liquidi Penetranti (PT) o ultrasonori (UT) su un campione rappresentativo di giunti per verificare che la penetrazione della brasatura rispetti la percentuale minima richiesta dalla specifica di processo.
- Verificare le Qualifiche (BPS / PBQR): Accertarsi che le procedure di brasatura e i brasatori siano specificamente qualificati secondo UNI-EN-ISO 14276.1 & UNI-EN-ISO 13585 per la combinazione esatta di materiali (lega K65), spessori, posizioni di saldatura e gas di protezione utilizzati.
- Eseguire il collaudo a pressione con estrema cautela: Monitorare attentamente le deformazioni o le micro-perdite durante i test di pressione idraulica/pneumatica d'obbligo prima della messa in servizio.
Quindi: non lasciamoci abbagliare dall’applicazione e dall’inusuale (ma corretta) applicazione delle frecce sulle tubazioni, che danno un sapore “altamente tecnico” all’installazione. In questi casi, quello che conta realmente, è la sostanza, quella della garanzia di sicurezza!
Non rischiare che una cattiva pratica di brasatura comprometta l'efficienza e la sicurezza dei tuoi impianti a R744. La qualifica dei brasatori e il rispetto delle normative come la EN 13585 sono l'unico vero passaporto per un'installazione a regola d'arte.
Vuoi approfondire le corrette tecniche di brasatura per leghe K65 o aggiornare le qualifiche del tuo team?
[Clicca qui sotto per richiedere info e per scoprire i nostri corsi di formazione e certificazione HVACR]
La Redazione