Rilevatori di perdite per infiammabili (HC): in g/anno o in ppm?
La confusione regna sovrana: facciamo chiarezza!
02 maggio 2026
La domanda non è retorica e ha una risposta chiara e netta che troppo spesso viene smarrita nel mercato: dipende da cosa stai misurando! Ed è questa la fonte dell'incertezza con cui apriamo un discorso che ci porterà lontano....
Due piani normativi, due grandezze fisiche
Quando si parla di "rilevazione di perdite" nel settore RACHP si confondono due piani che la normativa tiene rigorosamente distinti:
Piano 1 — Ermeticità del prodotto. Riguarda il singolo componente, il singolo giunto, l'apparecchiatura nel suo complesso. È una proprietà di tenuta del circuito, indipendente dal fluido di lavoro, e si esprime in portata massica: grammi all'anno alla pressione di prova. È la grandezza che permette di qualificare un'apparecchiatura come "ermeticamente sigillata", di accettarne l'immissione in commercio, di autorizzarne l'esonero dai controlli periodici delle perdite, di chiudere positivamente la verifica di tenuta in sede di collaudo o di manutenzione programmata.
Piano 2 — Sicurezza dell'ambiente di lavoro e classificazione ATEX. Riguarda l'atmosfera del locale in cui l'apparecchiatura è installata o servita. È una proprietà della miscela aria-refrigerante e si esprime in concentrazione: ppm, mg/m³, % LFL. È la grandezza che mi dice se sono in zona pericolosa, se devo allarmare il personale, ventilare il locale, sezionare l'alimentazione, evacuare.
I due piani sono complementari e non si sostituiscono. Un'apparecchiatura ermetica al criterio dei 3 g/anno può lo stesso, in un determinato locale e in determinate condizioni, generare un'atmosfera classificata zona 2 ATEX se la ventilazione è insufficiente. Viceversa, un locale ben ventilato in cui l'atmosfera resti sotto il 25% LFL in caso di rottura totale può essere ATEX-non-classificato anche con un'apparecchiatura non ermetica.
La grammatura dei riferimenti normativi
Sul piano 1 (ermeticità) le soglie e i criteri sono espressi in g/anno:
- Reg. (UE) 2024/573, art. 3, definizione di "hermetically sealed equipment": tasso di perdita dei giunti < 3 g/anno alla pressione di prova pari almeno ad un quarto della massima ammissibile. Riferimento testuale per F-gas, criterio metrologico portato di fatto anche sugli HC dai costruttori che dichiarano l'apparecchiatura ermetica per esonerarla dagli obblighi ATEX di classificazione.
- Reg. (CE) n. 1516/2007, art. 5(2) — tuttora atto esecutivo applicabile in attesa di nuovo atto adottato sotto Reg. 2024/573: «The sensitivity of portable gas detection devices shall be at least five grams per year». 5 g/anno è la sensibilità minima dello sniffer, da verificare almeno annualmente.
- EN 14624:2020 — Performance of portable locating leak detectors and of fixed gas detectors for all refrigerants. L'edizione vigente — quella del 2020 — estende il campo a tutti i refrigeranti (l'edizione 2012 era esplicitamente limitata agli alogenati). I requisiti di sensibilità statica e dinamica, tempo di risposta, sensibilità incrociata, recupero, ambiente contaminato sono espressi e verificati in g/anno con sorgente di perdita calibrata.
- EN 378-2 — Refrigerating systems and heat pumps: safety and environmental requirements — Design, construction, testing, marking and documentation. La sezione 6.3.3 disciplina la verifica di tenuta dell'impianto e prescrive che il rilevatore portatile sia calibrato secondo le istruzioni del costruttore e con verifica periodica. I costruttori indicano la sensibilità in g/anno sul refrigerante target.
Sul piano 2 (sicurezza/ATEX) le soglie sono in % LFL o ppm:
- Direttiva 1999/92/CE (ATEX 153) — recepita in Italia con D.Lgs. 81/08, Titolo XI: il datore di lavoro classifica le zone (0, 1, 2) sulla base della probabilità di formazione di atmosfere esplosive. La grandezza di riferimento è la concentrazione, il LEL del refrigerante, il volume del locale, il tasso di ricambio d'aria.
- EN 60079-29-1 — performance dei rilevatori di gas infiammabili in atmosfere esplosive: tarati in % LEL, tipicamente con allarme a 10–20% LEL e allarme alto a 40–60% LEL.
- IEC/EN 60335-2-40 Annex LL e PP — Refrigerant Detection System a bordo dell'apparecchio: setpoint ≤ 25% LFL, T₉₀ ≤ 30 s, set-point sigillato in fabbrica, selettività al gas target, immunità ad avvelenamento.
- EN 50676:2019 — rilevatori fissi di gas refrigeranti per applicazioni di sicurezza in sale macchine e ambienti tecnici: requisiti prestazionali in % LFL.
- EN 50194-1:2023 — apparecchi domestici per la rivelazione di gas combustibili, Type C dedicato ai refrigeranti A2L/A2/A3: setpoint, allarme, uscita esecutiva in concentrazione.
Cosa significa nella pratica del frigorista
Le conseguenze operative del modello a due piani sono semplici e nette.
Lo sniffer del frigorista — quello che usa per cercare la perdita su una saldatura, una valvola, un raccordo — è uno strumento di qualificazione metrologica della tenuta del componente. Il suo riferimento è la sensibilità in g/anno sul gas target. Per F-gas: 5 g/anno minimo da Reg. 1516/2007. Per HC: stesso criterio metrologico, perché è la sensibilità che permette di affermare con cognizione di causa se quel giunto rispetta o no la soglia dei 3 g/anno (ermeticità) o le tolleranze di servizio definite dal costruttore. Lo sniffer va verificato annualmente con sorgente di perdita calibrata, secondo EN 14624.
Il DPI atmosferico personale e il monitor fisso di sala macchine sono strumenti di sorveglianza del rischio per il lavoratore e per l'ambiente. Il loro riferimento è la concentrazione in ppm o in % LFL. Per HC il setpoint operativo è tipicamente al 10–20% LFL per allarme basso e al 40–60% LFL per allarme alto, con prescrizioni di marcatura ATEX coerenti con la zona di utilizzo. Vanno calibrati con bombola di gas certificato (per R290 il punto di calibrazione standard è 50% LEL, pari a circa 1,05 % vol propano in aria, perché LFL R290 = 2,1 % vol).
Sono due strumenti diversi. Lo dico in modo netto perché è il punto in cui il mercato si è perso: vendere come "leak detector" per R290 uno strumento dichiarato solo in ppm e privo di sensibilità qualificata in g/anno sul propano significa mettere in mano al frigorista un rilevatore ambientale travestito da sniffer. Funziona benissimo come DPI atmosferico — ed è perfettamente coerente con il D.Lgs. 81/08 in quel ruolo — ma non qualifica l'ermeticità del componente che il frigorista ha appena saldato. Confondere i due ruoli produce verifiche di tenuta non difendibili in un contenzioso e, all'estremo opposto, monitor ambientali tarati su soglie inadatte al pericolo reale.
La procedura di prova EN 14624 e la sorgente di perdita calibrata
Per qualificare in g/anno un rilevatore portatile su un dato refrigerante serve un banco di prova con sorgente di perdita calibrata e tracciata. La sorgente è realizzata o per permeazione attraverso membrana (tipicamente gomma vinilmetilsilicone MVQ, disponibile in soluzioni commerciali di lunga durata, > 2 anni) o per capillare calibrato con riserva di gas in pressione. La sorgente espone il rilevatore a un rate calibrato (tipicamente 3, 5, 10, 30, 50 g/anno) e la procedura EN 14624 verifica:
- limite di rilevamento statico (sensibilità minima in atmosfera ferma);
- limite di rilevamento dinamico con sonda in movimento controllato sopra la sorgente, che è la condizione operativa reale del leak hunting;
- tempo di risposta T₅₀ e T₉₀;
- sensibilità incrociata rispetto a interferenti (oli, alcoli, vapor d'acqua, residui di gas refrigeranti diversi);
- limite di rilevamento in ambiente contaminato (concentrazione di fondo non nulla);
- tempo di recupero dopo esposizione massiva.
Per gli HC le "perdite di riferimento" commerciali esistono (INFICON TL Series su R600a; permeation source dedicate R290 disponibili da SilverFox, VICI Metronics e da costruttori specializzati di leak standard) ma il mercato è meno maturo che per gli alogenati. Per il propano in particolare la difficoltà tecnica è nella stabilità termica della sorgente di permeazione, perché R290 ha tensione di vapore alta a temperatura ambiente.
Il mercato dei portatili: leggere bene il datasheet
Il messaggio per chi acquista è: leggere la specifica di sensibilità sul gas target. Se il datasheet riporta solo "5 ppm methane" o "100 ppm hydrocarbon" senza dichiarare la sensibilità in g/anno su R290 o R600a, lo strumento è probabilmente catalogabile come DPI atmosferico, non come sniffer di qualificazione di ermeticità. Una selezione orientativa, nell'ottica della distinzione di ruolo:
Idonei come sniffer in g/anno su HC (sensibilità minima dichiarata sul gas target, conformità EN 14624 o equivalente, sorgente di perdita calibrata disponibile):
- INFICON D-TEK Stratus con sensore A3 dedicato per R290/R600a/R441a — sensore NDIR,sensibilità minima dichiarata ≈ 0,85 g/anno sui gas alogenati e sensibilità coerente sull'A3 con il sensore dedicato
- REFCO TRITECTOR-RCT con sensore HC certificato EN 14624 (3 gr/yr).
- WIGAM VOYAGER con sensore a diodo riscaldato certificato EN 14624 (3 gr/yr)
Idonei come DPI atmosferico / monitor portatile (calibrazione ppm o % LFL, marcatura ATEX, setpoint configurabili):
- Multigas portatili Honeywell BW MicroClip / Dräger X-am 5000/8000 — DPI multigas standard con cella LEL, configurabili sul propano.
- (IN USCITA) WIGAM EX Detector, certificato II 3G Ex, DPI dedicato per R290
- INFICON GAS-Mate — intrinsicamente sicuro Ex II 3G Ex nA nL IIC T4 X, sensibilità 5 ppm su metano/R290/R600a, ottimo come DPI in zona 2;
- Bacharach Informant 2 — combustibile generico, idoneo per atmosfere di lavoro;
Da non utilizzare come sniffer di ermeticità su HC strumenti basati su diodo riscaldato (la maggior parte degli "alogen leak detector" entry level: Testo 316-1/4 base, CPS LS3000, generici cinesi), perché il principio fisico è specifico per gli alogenati e la risposta agli HC è marginale.
In sintesi
La gerarchia è:
- Sniffer portatile per ermeticità → tarato e verificato in g/anno sul refrigerante target. Sensibilità ≥ 5 g/anno per F-gas (Reg. 1516/2007), ≥ 3 g/anno per qualifica "hermetically sealed" del componente, EN 14624 come riferimento metrologico per HC e A2L. Verifica periodica con sorgente di perdita calibrata.
- DPI atmosferico personale e monitor fisso di sala macchine → tarato in ppm o % LFL sul gas target. Setpoint coerenti con la zona ATEX (per HC: allarme basso 10–20% LFL, alto 40–60% LFL). Calibrazione periodica con bombola certificata, conformità EN 60079-29-1 per uso in zona classificata.
I due strumenti co-abitano nella cassetta del frigorista con due funzioni diverse e una sola regola comune: calibrazione tracciata, verifica periodica documentata, gas target dichiarato.
CSIM, nell'ambito delle valutazioni di sicurezza delle attività dei tecnici (struttura DVR, Procedure Operative di Sicurezza, verifiche e modalità di taratura, ..) offre il servizio "Verifica sicurezza e rilevatori HC per RACHP", perché il vuoto procedurale che oggi attraversa il mercato non è normativo — la norma c'è ed è chiara — ma di prassi applicativa e di alfabetizzazione dei distributori e dei manutentori.
La Redazione