Crans-Montana come monito: la nuova Circolare e le responsabilità (non più delegabili) di installatori e progettisti HVAC&R nei locali aperti al pubblico
Il datore di lavoro sarà sempre obbligato all'analisi dei rischi. Implicazioni per refrigerazione e climatizzazione
26 gennaio 2026
La Circolare del Ministero dell’Interno n. 191654 del 19 gennaio 2026, emanata all’indomani della tragedia di Crans-Montana, segna un cambio di paradigma: la sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di intrattenimento non è più un fatto autorizzativo, ma un sistema dinamico di prevenzione, soggetto a verifiche in esercizio e non solo in fase di progetto.
In questo quadro, impianti di climatizzazione e refrigerazione vengono implicitamente ricondotti a elementi strutturali della sicurezza del locale, con un impatto diretto e spesso sottovalutato sulla responsabilità dei progettisti e dei tecnici.
Refrigerazione commerciale: il grande assente che diventa protagonista
Se la climatizzazione è da tempo oggetto di attenzione normativa, la refrigerazione commerciale è rimasta per anni in una zona grigia: considerata “impianto di processo”, spesso installata senza un vero coordinamento progettuale con la sicurezza del locale.
La Circolare, però, impone una verifica di congruenza tra condizioni autorizzate e condizioni reali di esercizio.
Questo colpisce in pieno:
- celle frigorifere nei magazzini,
- banchi frigoriferi a vista nelle aree di vendita,
- banchi e tavoli refrigerati dietro ai banconi bar,
- apparecchi plug-in installati successivamente all’agibilità.
In molti locali, la potenza frigorifera installata e il numero di macchine presenti non coincidono minimamente con quanto ipotizzato in fase di progetto o SCIA.
Oggi questo diventa un problema di sicurezza, non solo di efficienza energetica.
R290, R600a e refrigeranti A3: un rischio reale, non teorico
L’uso massivo di banchi plug-in a propano (R290) o isobutano (R600a) ha cambiato radicalmente il profilo di rischio dei locali, soprattutto nei pubblici esercizi con grande affollamento.
La Circolare richiama l’attenzione su prevenzione incendi, gestione dell’emergenza e congruenza tra impianti e assetto reale del locale.
In questo contesto, il progettista HVAC&R non può più ignorare il carico di refrigerante infiammabile presente nel locale e quindi la concentrazione di più unità plug-in in spazi ridotti; occorre inoltre fare attenzione all’assenza di ventilazione dedicata nei retrobanco e nei magazzini e alla mancanza di valutazione ATEX o di analisi del rischio specifica.
Crans-Montana insegna che la tragedia nasce quasi sempre da una catena di sottovalutazioni: anche un piccolo circuito frigorifero, se inserito in un contesto affollato e mal ventilato, può diventare un fattore determinante.
Celle frigorifere e magazzini: spazi tecnici che non sono più “neutri”
Le celle frigorifere nei locali di pubblico esercizio (ristoranti, discoteche, centri eventi) sono spesso realizzate in locali ciechi, ventilate in modo insufficiente ma dotate di impianti frigoriferi mai valutati in ottica antincendio.
La Circolare impone controlli mirati sulla corrispondenza tra condizioni autorizzate e condizioni di esercizio.
Questo significa che una cella aggiunta dopo l’agibilità, un gruppo remoto sostituito senza verifica o una macchina plug-in trasformata in remota “artigianalmente” diventano elementi criticabili anche in sede di controllo di sicurezza.
Per il progettista, il messaggio è chiaro: la refrigerazione non è più invisibile.
Interferenze HVAC–Refrigerazione: il rischio che nessuno vuole firmare
In molti locali la ventilazione di rinnovo aria serve anche i banchi refrigerati ed il ricircolo dell’aria influenza la dispersione di eventuali fughe. Anche le unità di climatizzazione sono installate sopra o vicino a banchi plug-in.
Eppure raramente si verifica cosa accade in caso di perdita di refrigerante A3, come si comportano i flussi d’aria o se l’impianto HVAC amplifica o riduce il rischio.
La Circolare impone una visione sistemica: impianti che interferiscono devono essere progettati come sistema unico, non come somma di componenti.
Controlli in esercizio: la fine del “tanto è solo un banco frigo”
Il rafforzamento dei controlli da parte di Prefetture, Commissioni di Vigilanza, VV.F. e altri Enti (pag. 3) introduce un elemento nuovo: gli impianti saranno valutati nel loro uso reale.
Questo implica che:
- banchi aggiunti nel tempo,
- macchine sostituite con modelli diversi,
- refrigeranti cambiati,
- ventilazioni disattivate perché “danno fastidio”
diventeranno evidenze oggettive di non conformità.
Il progettista HVAC&R che non ha previsto impianti controllabili, documentati e verificabili lascia un problema a chi verrà dopo – e spesso anche a sé stesso.
Il messaggio implicito del Ministero: la sicurezza è un progetto integrato
Il coinvolgimento coordinato di più Enti, esplicitamente richiamato nella Circolare, rende evidente che il progetto impiantistico sarà letto anche da non impiantisti ed ogni scelta tecnica dovrà essere motivabile in chiave sicurezza.
Il “si è sempre fatto così” non è più difendibile.
Per chi progetta refrigerazione e climatizzazione nei locali aperti al pubblico, questo significa una sola cosa:
la responsabilità non finisce al quadro elettrico o alla scheda tecnica del banco frigo.
Conclusione: Crans-Montana non è un incidente, è un avvertimento tecnico
Crans-Montana dimostra che le tragedie nascono da:
- impianti sommati senza visione,
- modifiche non governate,
- progettisti che guardano solo il proprio perimetro.
La Circolare del Ministero sancisce formalmente ciò che era già evidente tecnicamente:
HVAC e refrigerazione sono parte integrante del sistema di sicurezza.
La domanda che ogni progettista dovrebbe porsi oggi non è più:
“È conforme?”
ma:
“Quando qualcosa va storto, il mio impianto aiuta o peggiora la situazione?”
CSIM e il suo Team possono dare una mano per la realizzazione di progetti e valutazioni a norma in forza della profonda conoscenza dell'impiantistica HVAC&R.
La Redazione