Altro incidente per folgorazione elettrica: la refrigerazione è collaterale
Se ci sono gli incidenti nell'HVAC non è per i refrigeranti (tradizionali)
08 gennaio 2026
Come riportato dal magazine di Hong Kong "The Standard", lo scorso dicembre, nella scuola di Fanling, è morto un un operaio per folgorazione durante le operazioni di manutenzione ad un cihller.
L'uomo è rimasto folgorato mentre eseguiva la manutenzione dell'impianto di condizionamento dell'aria in una scuola elementare, lasciando l'operaio privo di sensi. I suoi colleghi hanno prontamente chiamato i soccorsi e i paramedici lo hanno trasportato d'urgenza all'ospedale, ma, nonostante i tentativi di salvarlo, l'operaio è deceduto a causa delle ferite riportate.
L'incidente è avvenuto nel cortile della scuola, dove un chiller di notevole dimensione per il condizionamento dell'aria dell'auditorium della scuola, era soggetto ai lavori di riparazione all'interno dei locali. La polizia ha transennato l'area per condurre un'indagine sulle circostanze dell'incidente.
Cogliamo, ovviamente, l'occasione per ribadire che la complessità del mestiere del frigorista, affermata in molte occasioni, necessita di una formazione specifica come per tutte le attività classificate (a ragione) ad "alto rischio". E tra queste, una delle più notevoli è la formazione PES-PAV-PEI.
Perché un frigorista oggi non può più permettersi di lavorare senza PES‑PAV‑PEI
Nel nostro settore siamo abituati a pensare che il rischio principale sia “il freddo”, la pressione, il gas refrigerante, la meccanica. Ma la verità è un’altra: la maggior parte degli incidenti gravi e mortali nelle apparecchiature per la refrigerazione nasce da contatti elettrici diretti o indiretti. Elettrocuzione. Folgorazione. Parole che conosciamo, ma che troppo spesso restano astratte… finché non toccano un collega.
Negli ultimi anni, i rapporti sugli infortuni hanno mostrato un trend chiaro: il frigorista moderno è sempre più un tecnico elettromeccanico, chiamato a intervenire su quadri, inverter, controlli elettronici, resistenze, alimentazioni trifase, sistemi di sicurezza. E ogni volta che si apre un pannello, si entra in un territorio che – per legge – richiede competenze certificate.
I nuovi ASR: non è più una “buona pratica”, è un obbligo strutturato
Con l’aggiornamento degli Accordi Stato‑Regioni (ASR), la formazione per i lavori elettrici non è più un optional o un “plus” da curriculum. È un requisito formale, verificabile, documentabile. E soprattutto: è l’unico modo per essere riconosciuti PES, PAV o PEI, come previsto dalla CEI 11‑27 e dalle norme tecniche collegate.
Senza questa attestazione, un frigorista che interviene su un componente elettrico:
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non è tutelato
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non è autorizzato
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espone sé stesso e l’azienda a responsabilità enormi
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rischia di trasformare un intervento ordinario in un incidente irreversibile
Gli incidenti reali parlano chiaro
Chi è abituato a lavorare sul campo lo sa bene: basta davvero un solo istante di distrazione perché si verifichi un incidente. Pensiamo, ad esempio, a quando un quadro elettrico non viene sezionato nel modo corretto, oppure a un ritorno di tensione improvviso e imprevedibile. Ci sono situazioni in cui una semplice resistenza di carter difettosa può diventare fonte di pericolo, o quando un inverter mantiene delle cariche residue che non ci si aspetta. Anche un compressore scroll, se alimentato in trifase senza un corretto isolamento, rappresenta un rischio concreto. Sono tutte circostanze che, nella routine quotidiana, possono trasformare un intervento ordinario in un episodio critico, sottolineando quanto sia fondamentale la preparazione e l’attenzione in ogni fase del lavoro.
Sono dinamiche che abbiamo visto troppe volte nelle cronache tecniche. E quasi sempre la causa è la stessa: assenza di formazione specifica e di procedure elettriche corrette.
La formazione PES‑PAV‑PEI non è un corso: è un salvavita
Un percorso come quello offerto da CSIM non si limita a “spiegare la norma”. Fa molto di più:
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traduce gli ASR e la CEI 11‑27 in procedure operative reali
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insegna a riconoscere i rischi elettrici nascosti nelle apparecchiature frigorifere
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allena alla messa in sicurezza, alla verifica dell’assenza di tensione, all’uso corretto degli strumenti
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prepara a intervenire in sicurezza anche in situazioni non standard
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fornisce l’attestazione necessaria per essere formalmente PES, PAV o PEI
È un investimento minimo rispetto al valore che porta: la tua vita, la tua professionalità, la tua responsabilità tecnica.
Il frigorista del 2026 è un professionista completo
Il mercato lo richiede. Le norme lo impongono. La sicurezza lo pretende.
Oggi essere riconosciuti come PES, PAV o PEI non è solo una formalità: significa operare ogni giorno secondo le direttive degli ASR, garantendo standard elevati di sicurezza e professionalità nel proprio lavoro. Questo riconoscimento permette di essere identificati come tecnici qualificati, in grado di affrontare le sfide quotidiane riducendo drasticamente il rischio di folgorazione e altri incidenti legati all’elettricità. Non si tratta solo di tutelare la propria salute, ma anche quella dei colleghi e di proteggere l’azienda stessa da situazioni pericolose. Inoltre, la formazione specifica consente di innalzare la qualità delle proprie prestazioni, valorizzando il proprio ruolo nel contesto lavorativo.
Nota per i Datori di Lavoro: È fondamentale che i DdL (Datori di Lavoro) comprendano che la mancata formazione e qualificazione dei propri dipendenti come PES, PAV o PEI espone l’azienda non solo a gravi rischi per l’incolumità delle persone, ma anche a pesanti conseguenze civili e penali. In caso di incidente, le responsabilità possono ricadere direttamente sul Datore di Lavoro, con sanzioni economiche, interdittive e, nei casi più gravi, anche di natura penale. Investire nella formazione non è solo una scelta etica e professionale, ma una tutela concreta contro rischi che possono compromettere irreparabilmente la reputazione e la continuità dell’attività aziendale.
Il messaggio è semplice:
Se apri un quadro elettrico, se tocchi un cavo, se misuri una tensione, se resetti un inverter, se lavori su un impianto alimentato: devi essere formato, certificato e consapevole.
Non aspettare che sia un incidente a ricordartelo.
La Redazione